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Roma anno zero, l'ennesimo



Dejan Bodiroga via da Roma, 19 giorni dopo la Caporetto contro Biella.

Lascia dunque il gm, o almeno così dovrebbe essere perché al momento ancora nessuno, né il diretto interessato né il Presidente Toti hanno parlato tramite canali ufficiali per far sapere qualcosa.

Ci sarebbe da sorprendersi, se non fosse che siamo a Roma dove nonostante i tanti proclami di avvicinamento verso il pubblico, i tifosi rimangono sempre l’ultima ruota del carro.

Erano in 3500 a “riempire” le tribune del PalaEur in una partita decisiva di playoff, nessuno si è posto però il problema di chiedersi perché ci sia stato un crollo di presenze di questa portata. Non lo ha fatto evidentemente Bodiroga, da cui arrivano dunque le dimissioni, motivate non come tutti potrebbero pensare per il fallimento di quest’anno, ma per un taglio del 30% del budget deciso dal Presidente Toti per la prossima stagione.

Ci sono perlomeno due contraddizioni che saltano agli occhi.

La prima è quella di un gm che dopo aver sbagliato tutto o quasi (Brezec e Douglas le due ciliegine), non fa mea culpa ma preferisce salutare la compagnia irritato da un ambiente e, si dice, dalle critiche piovutegli addosso. Roma rimarrà dunque l’unica piazza in cui Bodiroga, prima da giocatore e poi da dirigente, non ha mai vinto nulla nella sua carriera (escludendo Trieste agli esordi da adolescente), triste e beffarda constatazione.

La seconda riguarda una proprietà fatiscente, “incassa” addii di giocatori come Jennings e Brezec che avrebbe dovuto mettere alla porta da tempo, sceglie il ridimensionamento nell’anno in cui avrà la sicurezza della licenza triennale dell’Eurolega, ovvero l’anno in cui davvero poteva cominciare una programmazione che avvicinasse verso le grandi potenze europee.

Intendiamoci, si può fare basket anche con meno soldi di quanti ne siano stati gettati dalla finestra in questi anni per giocatori inutili, ma è il principio con cui viene scelta questa strada che non è chiaro. Per avere un progetto credibile, inoltre, serve una struttura societaria strutturata ed efficiente, che dallo scouting al settore giovanile funzioni a meraviglia e che sappia valorizzare giocatori andandoli a pescare da campionati o serie minori portandoli ad essere protagonisti su palcoscenici superiori.

Ci perdoni il Presidente Toti, se dubitiamo che ad oggi la Virtus Roma, per organizzazione e competenza, possa essere considerata una società di questo tipo.


Alessandro Baldi


    Basketincontro.it - 15/06/2009 00:38

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