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Toscana, Umbria, Emilia

Le considerazioni del giorno dopo



APPUNTI SUL CAMPIONATO DI C-DILETTANTI

  di Giuseppe Capuano

Non fosse per quanto accaduto ad Aprilia, potrei definire inutile questa giornata.

 

Sette partite su otto, si chiudono infatti con la vittoria della meglio classificata annullando anche i possibili “fattore campo”. Risultato: la classifica si allunga, ma le posizioni restano praticamente invariate.

 

Torrespes sempre più padrona del campionato; vince agevolmente nella prima delle due trasferte laziali consecutive (la prossima a Ciampino). Basta un terzo quarto giocato a buoni livelli (12-28) per decidere il match. Non basta invece la voglia di recupero dei padroni di casa, che ripresentavano Postiglione, che consente solo di dimezzare alla fine lo scarto. Per la squadra di Kadir, non era certo questa la partita del rilancio, tuttavia dopo due quarti equilibrati si poteva pensare anche ad un finale da giocare, invece anche in questa occasione l’apporto della panchina degli abruzzesi (ottimo ancora Tavelli) è stato determinante per volare via.

 

Dicevamo di Aprilia. Bene, è nella cittadina pontina che si è verificata l’unica sorpresa della giornata, con il Gubbio che è andato a prendersi i due punti a casa della seconda in classifica. Un risultato che analizzando i roster non può essere definito sorprendente, ma che l’andamento del campionato non poteva invece far prevedere. L’ho scritto e lo ripeto: Gubbio è senz’altro la formazione meglio costruita, ma i fatti fin qui mi hanno dato torto in quanto a risultati. Sicuramente una stagione travagliata, influenzata dai tanti infortuni, che hanno fatto sì che l’incostanza l’abbia fatta da padrona. Inoltre la squadra di Palmerini era giunta ad Aprilia senza Petrosino, oltre alla pesantissima e costante assenza di Brighina, giocatore che oserei definire il miglior play “puro” del campionato. Aprilia non ha saputo approfittarne, non ha chiuso la gara anzitempo e stavolta nel convulso finale non ha trovato il colpo di fortuna del sorpasso come era avvenuto la scorsa settimana. Un risultato inatteso, ma che non può macchiare un giudizio senz’altro positivo per la stagione di Fanti e compagni; piuttosto un campanello d’allarme che conferma un certo calo avvenuto nelle ultime settimane. Il prossimo turno, da giocarsi ancora in casa, si presenta salutare per potersi rimettere subito in corsa.

 

Sul secondo gradino, ora si riaccomoda anche Umbertide. La squadra di Staccini è stata corsare nel derby di Pontevecchio, pur non disponendo di Grilli. Un campionato estremamente positivo anche per questa formazione, che senza proclami o grossi investimenti, sta meritando il palcoscenico dei primi posti e alla fine avrà la possibilità di giocarsi la promozione senza sentirsi addosso nessuna pressione.

 

Chi invece la pressione se la porta dall’inizio dell’anno è sicuramente Rieti; formazione costruita per vincere e che a causa di alcuni capitomboli si ritrova ad inseguire. Domenica ero al Pala Sojurner e devo dire subito che ne sono uscito alquanto deluso. La mano di Vandoni si vede, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione difensiva, ma in quanto a cambiare certi difetti congeniti, credo che non basti neppure la grande esperienza dell’allenatore romano. Volendo fare un paragone con una macchina di Formula Uno, lo Spes sarebbe una buona macchina, con un buon telaio, un ottimo motore, ma che non riesce a scaricare a terra tutta la sua potenza.

Aerodinamica? Sospensioni? Questi potrebbero essere i problemi per quell’auto, ma tornando al nostro basket quali sono invece i problemi di Rieti? Se bene ho visto, li ritengo difficilmente correggibili, in quanto insiti nella natura dei suoi giocatori. Giocatori bravi e forse anche al di sopra della media, ma troppo abituati ad essere protagonisti. La squadra mi è parsa attenta a rispettare le disposizioni fino a quando non ha raggiunto un certo vantaggio, poi… si sono aperti i cancelli e ciascuno si è sentito libero di poter giocare solo per se stesso e non di squadra. Risultato: far rientrare in partita Orvieto, squadra onestissima, ma nulla di più. Ci avessero creduto un pochino di più, gli umbri avrebbero potuto anche fare il colpaccio. Le statistiche parlano chiaro, per una squadra che mira in alto, 20 palle perse sono davvero troppe. Non si può buttare comunque tutta la colpa su Farnetani, i cui errori sono stati clamorosi, ma purtroppo non sono rimasti isolati. Per quanto riguarda Orvieto, mi resta il dubbio del perché Zannini non abbia mai rischiato la zona. D’accordo che Rieti ha una certa facilità nel tiro da oltre l’arco, ma perché non tentare?

 

Tiene la quinta posizione Gaeta, che comunque deve ringraziare anche il karakiri di una Lazio decisamente in partita per 35’ e poi letteralmente scomparsa dal parquet, fino a subire un passivo pesante se si giudica l’andamento della partita. Molto bene Marrocco, il cui ritorno è sempre più indovinato e che assieme ai compagni è riuscito a far passare inosservata l’assenza di uno dei giocatori che fino ad oggi erano stati determinanti: Catalani.

Inaspettatamente scivola fuori dai play off la Lazio, che da qui in avanti dovrà essere molto più concentrata e costante se vorrà raggiungere l’obbiettivo minimo della partecipazione alla lotta per la promozione. Non sembra abbia sbocco la situazione legata a Ciaffoncini, escluso ufficialmente dalla rosa e di cui non si hanno notizie da due settimane, da quando è stato invitato ad abbandonare l’allenamento dopo un alterco con il proprio coach.

 

Viaggia con una certa costanza L’Aquila, che inflitto l’ennesima sconfitta al Ciampino. Diventa dunque inviolabile il parquet della squadra di Nardecchia, mentre si conferma la maledizione dell’ultimo quarto per quella di Cipriani, che anche stavolta si arrende “decisamente” negli ultimi minuti.

 

All’ottavo posto sale invece Todi (in virtù della vittoria nello scontro diretto con la Lazio). Maglione e compagni ottengono i due punti, ma certamente non offrono quella prestazione che ci si poteva aspettare vista la formazione che Martinoia riesce a portare in Umbria. Solo sette giocatori vanno in campo per le Stelle Marine, che dominano nel reparto dei lunghi, ma pagano alla fine le rotazioni (praticamente nulle) per gli esterni.

 

L’ultima partita da esaminare è il derby romano tra Luiss e SAM. Chi ha assistito a questa gara ha avuto parole di elogio per la squadra che figurava come ospite, giudicando ingiusto il risultato finale. Universitari che comunque incamerano i due punti e si tengono in scia per rientrare nella lotta per i play off. La vittoria non cancella l’impressione di una squadra in crisi. La sensazione è di un gruppo che non creda più in se stesso e nella propria guida tecnica; il nervosismo tra Polesello e Selle  è solo la conferma di un malessere latente.

 

Tutto resta fermo dalla undicesima posizione in giù; da Pontevecchio (16 punti), alla SAM   (6 punti), nessuno vince. Una turno negativo per chi giocava in casa, ma da cui probabilmente il fanalino di coda sperava di trarre vantaggio e non avendo ottenuto punti, vede assottigliarsi ancora di più le speranze di salvezza. Per la squadra di Bongiorno tutto si decide in questo mese; domenica c’è  Rieti (ma con scarsissime possibilità di vittoria), poi si andrà a S.Cesareo e infine ci sarà Ciampino in casa. Dopo questi due scontri diretti potremo dire se la SAM è ancora in lotta o deve già ritenersi chiusa la sua esperienza in C1.     

 

    Basketincontro.it - 09/02/2009 15:38

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