L’upset più probabile si è verificato: l’Use passa a Sassari dopo una vera e propria maratona (due tempi supplementari), ribalta il fattore campo e gira l’inerzia dalla sua parte. Una vittoria che pesa tantissimo nell’economia della serie, soprattutto per come è arrivata: rimonta strepitosa nell’ultimo periodo, palla della vittoria nel primo overtime, dominio nel secondo. Insomma un successo di quelli che lasciano il segno. Ma coach Marchini butta acqua sul fuoco, perché sa benissimo che Porto Torres è squadra dura a morire: al di là del valore tecnico-tattico della squadra, e dell’esperienza dei singoli, ci sono due dati che tengono in vita le speranze dei tifosi sardi. Il primo è da ricercare nela regular season, quando i ragazzi di Mazzoleni espugnarono il campo di Empoli, il secondo nei quarti, quando Porto Torres, dopo aver perso gara1 con Anagni, vinse in trasferta e si aggiudicò la serie. Tradotto: è ancora tutto da decidere, certo è innegabile che l’Use parta avvantaggiata. Nessuna sorpresa tra Perugia e Castelfiorentino, gli umbri hanno in pratica sempre condotto e grazie al tiro da tre punti (oltre il 50%) hanno portato a casa gara1: eroe di giornata Alunni, che ha trascinato i compagni con le sue 6 triple! I giovani castellani soffrono l’assenza (stagione finita per un problema al polpaccio) del loro leader Ragionieri, assenza che nei playoff diventa determinante: difficile che i toscani riescano a vincere due gare consecutive in tre giorni contro la prima della classe senza l’esperienza del loro numero 13.
Pronostico rispettato anche nei playout, la Tiber fa valere il fattore campo in una serata non propriamente da ricordare (0 triple realizzate!), ma proprio per questo quella in gara1 con Lucca è una vittoria dal valore inestimabile per la salvezza dei romani. La Tiber ha dimostrato di essere più forte ed avere una rotazione più lunga: giovedì in Toscana può fare il colpaccio e spianarsi le porte della permanenza in B dilettanti.