Settimana intensa quella che si è appena conclusa, 15 gare tra playoff e playout in otto giorni si fanno sentire nelle gambe di chi le gioca e nelle “mani” di chi le racconta, ma il nostro basket ci piace così tanto che non solo non sentiamo la fatica, ma vorremmo che la post season cominciasse molto prima e non durasse così poco…
PLAYOFF Tutti i pronostici rispettati tra le otto “grandi” del campionato, le prime quattro accedono alle semifinali, ma non senza sudare. L’unica squadra che passa il turno liscio come l’olio è l’Use, un 2-0 contro Cecina mai in discussione, concedendo poco più di 60 punti di media agli avversari: se è vero che i campionati si vincono in difesa, Empoli ha le carte in regola per arrivare fino in fondo. In semifinale ritroverà Porto Torres che ha rischiato seriamente di uscire, ma ha reagito da grande squadra: steccata gara1 in casa, i sardi si sono imposti ad Anagni dove i padroni di casa hanno un po’ subito la paura di vincere, per poi aggiudicarsi gara3 decisa solo nell’ultimo periodo. La squadra di coach Nunzi esce a testa alta da questo torneo, con la consapevolezza di esser stata vicinissima all’impresa: niente male per una neopromossa, e chissà che il prossimo anno, con un po’ di malizia in più… Soffre anche la capolista Perugia, che si libera di Arezzo solo dopo tre partite: tre battaglie dalle quali escono vincitori gli umbri, ma se il risultato fosse stato diverso, la SBA non avrebbe rubato niente. Emozionante e vibrante, combattuta ed equilibrata, probabilmente è stata la serie più bella dei quarti, ha vinto la squadra più forte, e forse è giusto così anche per via della stagione regolare perfetta della truppa di Buscaglia, ma Arezzo merita gli applausi di chi ci ha provato senza timore reverenziale. Combattuta come era nelle previsioni Castelfiorentino-Scauri, dove il fattore campo è stato decisivo: dominate le prime due sfide dalle squadre di casa, nella “bella” i toscani si sono imposti, ma Pieri e compagni hanno dato filo da torcere agli avversari. Passa il turno la squadra più costante e più giovane dei playoff, figlia di un progetto vincente voluto dal ds Betti, che sta pagando i suoi dividendi. Per Scauri la soddisfazione di essere entrata tra le prime otto nel primo anno di B dilettanti, complimenti.
PLAYOUT Qui la sorpresa c’è stata, e riguarda il derby di Roma. Sempre che di sorpresa si può parlare: si salva la Stella, e guardando i nomi qualcuno potrebbe pensare che non poteva essere altrimenti. Ma sappiamo benissimo tutti che la stagione diceva esattamente il contrario e l'inerzia faceva tappa a Montesacro, ma Polidori è riuscito a tirar fuori il carattere dei suoi proprio quando serviva. Un 2-0 che lascia poco appello, il rammarico della Tiber è di aver perso quello smalto che un mese fa la faceva volare, e soprattutto la serata storta dei suoi uomini migliori in gara2: senza l’apporto di Sperduto e Ricciardi non si va da nessuna parte. Ora tocca a Lucca, e la storia fa tremare… La Stella invece tira un grande sospiro di sollievo, e adesso possono cominciare i “processi” per una stagione comunque disgraziata. Pronostico rispettato invece tra Olbia e Lucca, troppo più forti i sardi, che dominano gara1 e passano con autorità anche in Toscana: per Drocker e compagni resta l’ultimo appello con la Tiber, in un sfida “nota” per la salvezza.