Lotta fino alla fine stavolta l’Italia e mette in difficoltà la Croazia. Perde, è vero, la seconda partita con la Croazia in due giorni per 80-71, ma questa volta, come si diceva una volta, con l’onore delle armi.
“E’ vero che questo è un gruppo che guarda lontano, ma dopo queste due amichevoli, che possiamo considerare due allenamenti qualificanti, e un mese di lavoro insieme, io stasera dico bene. – afferma soddisfatto Simone Pianigiani, coach azzurro- ho visto coinvolgimento di squadra nella fatica e nelle difficoltà e questo è importante, come pure abbiamo fatto dei passi in avanti di convinzione e nella capacità di difendere. Abbiamo perso perché abbiamo dovuto combattere contro situazioni sfortunate, ma dobbiamo usare tutto questo per crescere”.
Gara dura, fisica, nervosa. Intensa. Prima le scintille fra Mordente e Kus con accenno di rissa, poi il doppio fallo fra lo stesso Kus e Belinelli, poi quattro falli antisportivi, un po’ troppi non solo per un’amichevole. C’è da dire però che nessuno cede di un centimetro in questa seconda sfida a distanza di un giorno fra Italia e Croazia.
L’Italia è sempre in partita tranne che per 4 minuti ad inizio secondo quarto dove un break di 9-0 croato punisce l’eccessiva fretta al tiro azzurro. Marco Belinelli riporta sotto l’Italia con un libero e un gioco da quattro e si continua con piccoli allunghi da entrambe le parti
Rispetto alla gara di sabato sera funzionano molto meglio i meccanismi di squadra azzurra, dalle rotazioni difensive, come le spaziature in attacco, sicuramente è cresciuta l’intesità del gioco e l’Italia subisce meno un avversario che ha un talento e una stazza fisica superiore, lotta su ogni palla, propone gioco.
Forse l’immagine della partita serata è il contropiede di Andrea Bargnani che ruba la palla sul passaggio a Drago Pasalic sulla lunetta azzurra, si lancia in attacco e segna schiacciando. Andrea è leader di questa squadra senza essere personaggio, senza volersi imporre se non per effetto del proprio gioco. Insieme a Belinelli è il naturale punto di riferimento, anche se stasera non è costretto a fare pentole e coperchi come sabato sera, anzi è esaltato dalla forza del gioco collettivo.
L’Italia ha trovato diversi punti di riferimento non solo quando Belinelli si è trovato con due difensori addosso e Bargnani in panchina a riprender fiato. Mancinelli, Mordente, Vitali, ma anche Maestranzi e nel finale Datome hanno assunto responsabilità e dato intensità alla manovra azzurra. E’ tutta la squadra che si presenta al rush finale, dimostrando intensità fisica e mentale e se la gioca a viso aperto. La maggior precisione al tiro e forse una maggiore esperienza croata ci condannano. Ma, pensando alla gara di sabato, non è andata così male.
Domani l’Italia rientra a Roma, via Trieste. A Roma rimarrà in raduno fino al 30 luglio quando si trasferirà a Bari dove il 2 agosto giocherà la prima gara di qualificazione contro Israele.
Tiri: T2: Cro 19/34, Ita 14/32. T3: Cro 6/19, Ita 9/19. TL: Cro 26/36, Ita 14/22. Assist: Cro 12 (Stipcevic e Tomas 3), Ita 3. Rimbalzi: Cro 34 (Ukic 8), Ita 17 (Mancinelli e Bargnani 4).
Note: Antisportivo: Pasalic (16-12 al 9’) Belinelli (29-26 al 18’), Tomas (34-29 al 20’), Banic (41-35 al 23’). 5 falli Mancinelli (72-64 al 37’)